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Seminaristi

séminaristes à LourdesI seminaristi sono anch’essi benvenuti a Lourdes. Durante la loro presenza, avranno contatti con il Rettore del Santuario tramite il Cappellano responsabile per alcuni servizi da poter svolgere insieme.

 

Durante la permanenzadi due o tre sattimane di convivialità,i seminaristi, avranno tempo per la preghiera e per i pasti in comunità al mattino e alla sera. Cosi' per ogni giorno della loro permanenza con tempi di condivisione e scambi fraterni.

Alloggiano nella medesima casa e dopo essere stati formati opportunamente, i seminaristi avranno tempo per accompqgnare dei pellegrini nei tanti servizi del Santuario :

  • Formano un'equipe con i seminaristi della propria lingua

  • li accoglieranno e li accompagneranno per fare la Via Crucis, percorrendo i "Passi di Bernardette" e in altri percorsi del pellegrinaggio come le processioni quotidiane
  • partecipano all’animazione delle messe e delle grandi celebrazioni del Santuario

Per vivere questa esperienza pastorale i seminaristi, dopo aver ricevuto una lettera d'invito e una scheda di iscrizione, che il Cappellano coordinatore invia ai Rettori dei Seminari, potranno mettersi in contatto con il Cappellano del Santuario. Per partecipare a questa asparienza bisogna inviare la conferma delle date preferite e aspettare la conferma dal Santuario.

SEMINARISTI DA TUTTO IL MONDO A LOURDES

séminaristes à LourdesDi p. Roberto Villa O.M.I

Desidero semplicemente testimoniare la gioia di aver accolto ed accompagnato i seminaristi in servizio a Lourdes, durante l'attuale stagione di pellegrinaggi 2015 nei mesi di luglio, agosto e la prima metà di settembre. Il tema pastorale annuale:”Lourdes, la gioia della missione”, ha fatto da sfondo a questa iniziativa in continuità con le precedenti.

Mi sembra di poter affermare che la questione vocazionale non é isolata dall'esperienza degli innumerevoli pellegrini e tra questi anche molteplici giovani (oltre 60.000) che ogni estate, durante la stagione dei pellegrinaggi, approdano al Santuario tra i più conosciuti in tutto il mondo. Essa, a Lourdes, è accolta in un laboratorio permanente di ricerca e di animazione proposto dalla Chiesa Francese: il “Padiglione vocazioni”, ma è chiaramente espressa dall'accoglienza nel Santuario di un numero considerevole di seminaristi provenienti dalle diverse diocesi del mondo la cui presenza, quest'anno ben riconoscibile dalla loro uniforme blu mare, si è chiaramente distinta ed identificata come capace di provocare interesse, dialogo, testimonianza, servizio tra i giovani e pellegrini di ogni età e nazionalità. Mons. Nicolas Brouwet, vescovo di Tarbes-Lourdes, con i suoi Orientamenti Pastorali ha voluto rilanciare l'accoglienza e la presenza dei seminaristi in servizio nel Santuario. In effetti, la questione vocazionale, deve poter costituire la riflessione ed il travaglio di tutto il popolo di Dio.

Nel Santuario Nostra Signora di Lourdes, dove la stessa Chiesa di Francia ha celebrato recentemente un convegno che ha visto la partecipazione gioiosa ed attiva di ben settecento seminaristi accompagnati dai loro formatori e rispettivi vescovi diocesani, si è voluto rilanciare la presenza dei giovani seminaristi in aperto dialogo con il Servizio di Pastorale giovanile e quello vocazionale

Se non si percepisce la vita come vocazione, poi anche le singole vocazioni non vengono percepite, o non vengono sentite in modo adeguato. Si', la “conversione” cui Maria ci richiama qui a Lourdes, è anzitutto una chiamata per la vita, a vivere, non a “vivacchiare”, come osava testimoniare il beato Piergiorgio Frassati. La vita, è la prima autentica chiamata! Si potrebbe confondere la vocazione specifica al sacerdozio o alla vita consacrata vivendola come grande generosità personale, ma questo assomiglia più al volontariato, e dopo alcuni anni decidere di uscire perchè non è la risposta ad una chiamata che viene dall'alto. Diffondere, dunque, una cultura della vocazione come risposta all' amore del Signore, che si trasformi gradualmente in quell' “amare senza misura” come insegna S. Bernardetta a Lourdes, è la sfida sempre aperta in cui ognuno impara a riconoscere il proprio percorso cui essere fedele per sempre.

Ben 130 sono stati i seminaristi provenienti dalle diverse diocesi di Francia, Italia, Spagna, Germania, Inghilterra, Svizzera, Belgio e Olanda e tra questi alcuni di nazionalità extra-europea: Stati Uniti, Cina, Vietnam, India, Argentina, Colombia, Giamaica, Congo, Togo, Libano, residenti per lo più nei seminari di Francia. Ad essi si sono aggiunti una dozzina di giovani sacerdoti francesi, di fresca ordinazione, che si sono alternati per fare esperienza presso la Cappella della Riconciliazione.

Tutti sono stati ospitati nella “Casa Marta e Maria”, dove mi è stata affidata la responsabilità di accoglierli e di accompagnarli. In un clima di fraternità, abbiamo potuto vivere la gioia della vocazione e della missione. Non si è trattato di duplicare il Seminario, quanto piuttosto di vivere in un clima di accoglienza reciproca alla luce del comandamento di Gesù, riconoscendoci suoi discepoli dalla preghiera comune ad inizio ed a conclusione della giornata, preghiera scandita in tutte le lingue di provenienza e dal canto, all'ascolto della Parola. Cio' ha permesso ad ognuno di scoprire come la chiamata del Signore raggiunga i confini di ogni cuore e di ogni nazionalità convocandoci in Uno. “...Superate le mie timidezze mi sono sentito incoraggiato a diventare amico di tutti: 'buttati, non avere paura...!', mi sono sentito dire. Subito ho pensato ai seminaristi cinesi: impossibile avvicinarli! Ora che l'esperienza è conclusa posso davvero dire di aver parlato con tutti, anche con i cinesi. 'Basta vergogna', mi sono detto, 'basta paura'; sono chiamato ad andare verso l'altro, lui puo' fare del bene a me ed io posso fare del bene a lui. Cosi' l'incontro con altre lingue, altri modi di pensare, altre culture mi ha davvero aperto nuovi orizzonti e mi ha fatto comprendere che in fondo il linguaggio comune è quello di Gesù, l'Amore, l'Unico che ci ha unito tutti, come in una grande famiglia nella casa di Maria e Marta”. (Michele)

I pasti condivisi, la sobrietà dell'ambiente, il servizio all'interno dell'abitazione e la ricchezza della testimonianza reciproca, hanno alimentato l'entusiasmo dello stare insieme. “Ogni giorno il Signore mi ha donato tanto anche attraverso la conoscenza di altri seminaristi di varie nazioni. Ho vissuto la gioia della fratellanza universale, del servizio, della relazione reciproca nonostante lingue e culture diverse. Ho visto quanta fede c'è nel mondo seppure sembri che oggi non ce ne sia quasi più. Ho visto come Gesù operi per mezzo della Madre sua, la quale raccoglie migliaia e migliaia di persone sparse ovunque per portarle sulla via della verità”.(Gianfranco)

Ciascuno si è sentito spinto con generosità all' incontro con gli altri e con i pellerini che ogni giorno attendevano di essere accolti nelle piscine, accompagnati nelle catechesi, sul cammino della croce, sui luoghi dell'umile vita di Bernardetta, della sua famiglia (prima culla  di ogni vocazione), le celebrazioni liturgiche internazionali e nazionali, l'adorazione eucaristica. La preghiera e il tempo di riflessione personale trascorsi alla Grotta, i colloqui personali ed il Sacramento della Riconciliazione hanno permesso di rileggere il vissuto di un anno di seminario e di ringraziare Dio per i doni ricevuti. Molto sentiti gli accompagnamenti dei giovani e particolarmente vissuti i momenti di convivialità con l'Equipe di pastorale giovanile e vocazionale, con le comunità dei giovani in recupero dalle diverse dipendenze, con le Monache dei Monasteri di Betlemme e del Carmelo. Non ultimo, il contatto con i cappellani del Santuario, dei coordinatori e dei sacerdoti della propria nazionalità presenti a Lourdes. “Preziosa è stata la fraternità sacerdotale constatata a Lourdes: ho incontrato tanti santi presbiteri e molteplici consacrati e consacrate che amano Gesù, il Vivente e sono gioiosi di servirLo nella Chiesa. Insostituibile, poi, l'universalità trasudante da questa vita comunitaria: ho incontrato una Chiesa che più che internazionale è universale, fatta di tanti cuori, menti e corpi che mirano ad un solo Cuore, ad una sola Sapienza, ad un solo Corpo. La comunione ecclesiale e le amicizie cosi' tanto umane quanto spirituali” sono il bagaglio più prezioso e forte che nessun vento nemico potrà disperdere”.(Domingo)

C'è una difficoltà culturale, oggi, a percepire la vita come vocazione. E' una difficoltà culturale  molto forte che chiede un'opera di evangelizzazione delle categorie culturali fondamentali. C'è pero' anche una responsabiltà da parte delle nostre Comunità ecclesiali e del modo in cui si propone la realtà del progetto vocazionale, perchè si rischia di dare per scontato il cuore e si indugia di più su aspetti esteriori, particolari, facendo fatica a rendere conto della bellezza che la sequela di Cristo è capace di generare nella vita. A Lourdes, i seminaristi che hanno potuto vivere un tempo di esperienza: “vorrebbe farmi la grazia di venire qui per quindici giorni?”- fu la richiesta di Maria alla giovane Bernardetta - sono ripartiti con la gioia di aver detto e riconfermato il loro “Sì” allo stesso modo di lei, che si è sentita accolta  “come una persona guarda un'altra persona”.

“Nel mio cuore ho sentito l'invito di Maria a venire a Lourdes, anche perchè era forte il desiderio di affidare nelle sue mani la mia esperienza di seminarista e di futuro sacerdote. Senza pensarci a lungo ho dato la mia disponibilità non sapendo che cosa avrei dovuto fare e cosa mi aspettava. Mi ha colpito cio' che recitava la lettera di accoglienza; essa riportava le parole di Maria a Bernardetta che durante la terza apparizione le domandava di farle la grazia di venire all'appuntamento con Lei per quindici giorni. Anch'io ho voluto rispondere di sì con la disponibilità a voler trascorrere 15 giorni al servizio di Nostra Signora di Lourdes.

Nei giorni successivi abbiamo appreso i servizi da svolgere nel Santuario e confesso che mi sono sentito incapace ad accompagnare i pellegrini sui 'passi di Bernardetta'. Ma proprio questo servizio mi ha dato molto sia dal punto di vista spirituale come da quello umano. Ripercorrendo la vita di Bernardetta, ho ripercorso tutta la mia vita: le sofferenze avute da piccolo; il sostegno dei miei genitori che, come i genitori di Bernardetta, si volevano e si vogliono bene; poi le umiliazioni ricevute nella giovinezza; il rifiuto e l'abbandono della mia famiglia quando ho maturato la scelta di entrare in seminario; i miei limiti, le mie paure. Ho avuto timore, mi sono sentito inadeguato e ho pensato che non ero capace di diventare sacerdote e assumere la responsabilità delle persone. Ma alla Grotta, ogni sera ho lasciato tutto questo: le mie paure, i miei limiti, le mie ferite ed ho capito che in quel luogo Dio mi veniva a dire che mi ama cosi' come sono e mi ha scelto per portare agli uomini il suo amore. Questo mi ha dato coraggio. La gioia più grande l'ho ricevuta nel Sacramento della Riconciliazione. Lì ho sperimentato l'amore di Dio ed ho capito che devo lasciarmi amare da Lui. La preghiera incessante di questi giorni è stata: “Maria, aiutami ad aprire il mio cuore all'amore di Gesù e fa che mi possa sentire amato da Lui!”. (Graziano)

E' la stessa Vergine Maria che qui a Lourdes, fa risuonare il suo Cantico di lode. All'inizio, è Lei stessa al centro, la sua esperienza, la sua gioia, il suo scoppio emotivo: “l'anima mia, il mio spirito”. Subito dopo pero' il soggetto cambia: “Il mio spirito esulta in Dio”, perchè Lui – e da qui in avanti il soggetto è Dio – ha guardato l'umiltà...grandi cose ha fatto...la sua misericordia si stende...ha spiegato la potenza...ha disperso i superbi...ha rovesciato i potenti, ha innalzato gli umili...ha ricolmato di beni...ha rimandato i ricchi...ha soccorso Israele. Maria parla di sè, ma tutto è contemplazione di se stessa nel piano di Dio, nel grande mistero in cui ormai è entrata.

Una provocazione per coloro che oggi avvertono di essere chiamati ad una specifica vocazione. Viene inevitabile chiedersi se si sia capaci di fare le stesse affermazioni di Maria. Oppure se non si sarebbe tentati, guardandoci intorno, di fare affermazioni contrarie, scettiche e disperate; di dire, cioè, che i superbi trionfano, i potenti spadroneggiano dai loro troni, gli umili sono calpestati, gli affamati aumentano, i ricchi si moltiplicano sempre di più. Quella che noi chiamiamo visuale realistica delle cose viene qui rovesciata, nella contemplazione che Maria fa dell'opera di Dio.

E' Maria che traccia un quadro ideale, oppure siamo noi che non riusciamo a cogliere esattamente le dimensioni della realtà? In qualche modo, l'una e l'altra cosa sono vere.Viene inevitabile, qui a Lourdes, chiedersi perchè Maria può compiere questo gesto profetico, questa contemplazione coraggiosa della storia, nella quale fa emergere i segni del Regno e i segni della speranza, per illuminare, a partire da essi, anche tutte le sofferenze dell'umanità  destinate ad essere trasformate e capovolte dall'avanzare del Regno. Maria può farlo perchè ha sperimentato la salvezza. Ha sperimentato il Signore come salvatore della sua vita, che in un attimo, vorticosamente, l'ha trasformata, facendola esistere in un modo nuovo di essere, di amare, di sperare, di rapportarsi a Dio e agli altri.

Non si puo' conoscere il Dio del Vangelo se non si fa esperienza di salvezza. La Vergine l'ha fatta, ha conosciuto il Dio del Vangelo e per questo puo' proclamare Dio e guardare la storia del mondo, mettendosi dalla parte del mondo.

È l'esperienza di Bernardetta che affermerà: “quell' incontro mi cambiato la vita!”.

Posso testimoniare che ogni seminarista con cui ho vissuto questa esperienza, accompagnandola con tanta discrezione, ha potuto vivere qualcosa di tutto questo.

Di fronte alla preghiera di Maria, specialmente nei momenti di adorazione a conclusione della Santa Messa vissuta alla Grotta durante la notte, ognuno si è potuto chiedere quale possa essere il proprio Magnificat, con quali parole e in riferimento a quali fatti ciascuno lo possa esprimere, quali siano le grandi opere di Dio nella propria vita che fanno lodare il Signore. Ciascuno di loro si è fatto coraggio ed ha aperto il proprio cuore per ricercare questi accadimenti nella propria vita personale, pensando a ciò che si è ricevuto di bene e di amore dagli altri, agli incontri che hanno riempito di gioia e di fede a partire dal proprio Battesimo fino alle esperienze più recenti, al proprio incontro con il Dio della salvezza, col Dio che ci salva. Inevitabile anche essersi domandati  da quali pene o gioie segrete ci libera l'incontro con Dio e l'incontro con l'altro. Quali realtà grandiose emergono per ciascuno di noi se ci mettiamo dalla parte della speranza e dalla parte del Regno, e che cosa Dio ci chiede se scegliamo di stare dalla parte dei poveri.

“Lourdes è stata una palestra in cui misurarsi con le maggiori sfide che il mondo ci propone: la malattia, la sofferenza, il male, ma anche la gioia dello stare insieme, la fraternità e conoscere nuove realtà oltre la propria”. (Nicola)

“Se devo pensare ad una parola che riassuma l'esperienza di ogni giorno vissuto a Lourdes è : gratuità. Un dono dopo l'altro, grazie che si manifestano nelle piccole cose. Stasera abbiamo fatto un momento di verifica e sono emerse molte cose belle. Per tutti è stata un'esperienza che in un modo o nell'altro ci sta facendo crescere. ...Mentre pregavo nella cappella dell'adorazione mi ha colpito osservare le persone inginocchiate. Il loro viso era sorridente e luminoso, sereno e in pace. Diventiamo ciò che contempliamo! L'esperienza di Lourdes, il silenzio alla Grotta mi ha permesso di rimettere Gesù al centro della mia vita. Lourdes è davvero una 'grazia'!”. (Michele)