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L'infanzia

 

Bernardetta SoubirousBernardette nasce il 7 gennaio 1844 nel mulino di Boly  (questo nome proviene da un antico proprietario), un anno dopo il matrimonio dei suoi genitori. Bernardette vi ci abiterà durante 10 anni con i suoi genitori, Francesco Soubirous e Luisa Castérot, semplici mugnai che si guadagnano onestamente la loro vita.Ancora oggi le moulin de Boly non è molto cambiato, anzi si potrebbe credere che i Soubirous lo hanno appena lasciato. Manca soltanto il ruscello Lapacca, oggi sotterrato sotto la Via della Grotta, che faceva girare le ruote del mulino.

Questa casa è lungi dall'essere misera con i suoi 2 camini nelle camere, le numerose aperture e le sue stanze chiare e pulite. Il mulino di Boly è sfruttato fin dal 1786 dalla famiglia materna di Bernardetta, i Castérot.

La coppia formata da Francesco Soubirous e Luisa Castérot si ama davvero. Questo matrimonio d'amore durerà tutta la loro vita. È in quest'amore che attingono le forze necessarie per sopportare tutto. Avranno 9 bambini di cui 5 moriranno in tenera età. Bernardette chiamerà questa residenza " il mulino della felicità ", poiché é in questo luogo che farà una scoperta molto importante, nell'esistenza di qualsiasi uomo e di qualsiasi donna: l'amore umano. Quest'esperienza farà di lei una persona profondamente equilibrata, soprattutto al momento della prova, della miseria e della malattia.

Lourdes, al centro del XIX° secolo

Nel XIX° secolo Lourdes è un capoluogo del cantone con circa 4.000 abitanti, ai piedi dei Pirenei, nella regione della Bigorre. Piccola città tranquilla, rimasta al di fuori dell'agitazione alla moda delle città vicine, si situa sulla riva destra del Gave, ai piedi della sua antica roccaforte. Come tutte le cittadine della sua importanza, possiede il suo municipio, il suo commissariato di polizia, il suo tribunale, la sua chiesa. Fra i propri abitanti, si contano notai, avvocati, medici, ufficiali, insegnanti ma soprattutto lavoratori: piccoli artigiani, carrettieri, manovali e numerosi mugnai. A quest'epoca dove i prodotti alimentari sono a base di pane e dove la grande paura di rimanere senza farina è sempre presente, i mulini sono numerosi, e si instaurano lungo uno dei torrenti che si gettano nel Gave: il Lapacca.